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Vecchio 10-07-17, 21: 42
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Ciao utenti e pacco, scrivo per chiedere un consulto.

I membri di più lunga data si ricorderanno che anni fa ero studente universitario. Nel 2011, insoddisfatto dei pochi progressi personali e in generale rimasto deluso dal corso che stavo seguendo (e pure dall'Università: in sé la Cattolica è organizzata molto bene, ma da agnostico non sono riuscito a sopportare di frequentare corsi di teologia su cui tenerci pure esami obbligatori) ho lasciato gli studi e cercato lavoro. Che ho trovato alla fine l'anno dopo, nel 2012.

La situazione è che, per l'appunto, ho un impiego full-time, a tempo indeterminato e fortunatamente non soggetto al Jobs Act (in aggiunta sono categoria protetta). Faccio il mio dovere, sono anche abbastanza apprezzato, la paga è migliorabile ma comunque ben lontana dalle miserie dei call center e affini.

Tuttavia, sin da quando ho iniziato a lavorare, ho sempre pensato prima o poi di riprendere il discorso interrotto, come studente lavoratore. Questo pensiero sta subendo un'accelerata negli ultimi tempi, forte di alcune condizioni sia mie sia ambientali:
  1. Nonostante ne abbia ricavato del buono, l'aver mollato l'università è ancora una sconfitta per me, la reputo come una specie di onta da lavare, non importa il tempo che ci metterò
  2. La mia azienda sta cambiando strutturalmente, e questo vale anche a livello di profili: se una volta il diploma era sufficiente (e per me lo è ancora, con un liceo sto svolgendo un ruolo tutt'altro che umanistico/scientifico...), ora si sta propendendo sempre più per l'assunzione di laureati e questo mi preoccupa che per eventuali potenziali avanzamenti futuri nonostante l'esperienza mi venga preferita una persona con maggiori studi
  3. Inizio a pensare risulti pure un investimento a lungo termine, casomai volessi rimanere nel settore oppure cambiarlo mantenendomi però nell'orbita di analoghe mansioni; potrei abbinare alla laurea un'importante esperienza pluriennale, bonus non da poco se ben giocato (ovvero non sfruttandolo da disoccupato...)

Il corso l'ho già scelto e valutato: non ripeterei l'errore passato di fare qualcosa per cui non ho affrontato una preparazione specifica. Ho voluto provare le lingue straniere, salvo accorgermi che non potevo recuperare in poco tempo anni di terza lingua che molti altri avevano svolto nella carriera scolastica. Andrò su un ambito per il quale coltivo passione e che a scuola mi dava belle soddisfazioni, ovvero storia. A me di diventare uno storico non interessa, conta accrescere la mia cultura personale e potermi fregiare del "pezzo di carta". Anche l'università sarà differente (al 99% la Statale). Che l'ottenga nei termini della triennale oppure ci metta di più, non è un problema. Del resto, affrontarlo da studente lavoratore non sarà in ogni caso la stessa cosa di farlo come studente a tempo pieno e soprattutto frequentante.

Non è un discorso per quest'anno accademico: è a selezione e farmi prendere dalla foga rovinandomi l'estate per il test non ne vale la pena. Ho aspettato 6 anni, se ne aspetto un altro il mondo non crolla. Tuttavia, visto che di tempo per rifletterne ne ho ancora parecchio, quello che chiedo a voi più "stagionati" è: vale la pena fare questa pazzia, con sacrifici di tempo, mente e soldi? Oppure meglio lasciar perdere? Qualcuno ha esperienza in ambito, o conosce persone che stanno affrontando percorsi di studente lavoratore?

Grazie a tutti, mi scuso per la lungaggine.

Buona serata.
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Vecchio 10-07-17, 22: 04
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Ti rispondo brevemente, dicendoti che nessuno può darti il giusto consiglio.

Però qualche opinione te la do.

1) Viviamo nell'incertezza, ma tu meno di altri, molto meno di altri, perchè hai un posto fisso. Quindi considerati fortunato, e non dimenticarlo.
Per il resto, "il futuro è una palla di cannone accesa e noi la stiamo quasi raggiungendo". Non provare a fare troppi pronostici su cose che possono accadere.

2) Se ricominci, fallo perchè lo vuoi fare, e perchè pensi che la laurea sia un qualcosa, per te, importante. Non iniziare questa avventura solo per una rinvincita con qualcuno, che sia te stesso o un altro.

3) Se ricominci, zero fisime. Discorsi su questa o quella università, o questo o quell'esame, mettili da parte. Se devi frequentare corsi di teologia, fallo. Se devo fare una prova con un collega juvnetino e con poca igiene, non parlare di calcio, e turati il naso. Fai la prova, e superala quanto prima.
Come regola generale, non ricercare la situazione perfetta, perchè non la troverai mai.
Tutte le scuse che trovi sono in realtà motivi che cerchi per lasciare perdere. Quindi non indugiare in certi ragionamenti.

4) Gestisci bene il tuo tempo e non sacrificare mai il lavoro e l'aggiornamento professionale del tuo settore, che sicuramente, nell'immediato, sono più utili di una laurea che prenderai fra qualche anno.

5) Rileggi il punto uno. Fermati un secondo. Guardati allo specchio e sorridi. Hai un lavoro a tempo indeterminato. Siine contento. Molto.
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Vecchio 10-07-17, 22: 18
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Ti rispondo brevemente, dicendoti che nessuno può darti il giusto consiglio.

Però qualche opinione te la do.

1) Viviamo nell'incertezza, ma tu meno di altri, molto meno di altri, perchè hai un posto fisso. Quindi considerati fortunato, e non dimenticarlo.
Per il resto, "il futuro è una palla di cannone accesa e noi la stiamo quasi raggiungendo". Non provare a fare troppi pronostici su cose che possono accadere.
Forse mi sono spinto troppo avanti nei pronostici Comunque sì, ho un posto fisso, quello è un gran bene averlo.

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2) Se ricominci, fallo perchè lo vuoi fare, e perchè pensi che la laurea sia un qualcosa, per te, importante. Non iniziare questa avventura solo per una rinvincita con qualcuno, che sia te stesso o un altro.
Ecco, è un mix di tutto Lo vorrei fare, penso sia qualcosa d'importante e anche la conclusione di un discorso interrotto.

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3) Se ricominci, zero fisime. Discorsi su questa o quella univeristà, o questo o quell'esame, mettili da parte. Se devi frequentare corsi di teologia, fallo. Se devo fare una prova con un collega juvnetino e con poca igiene, non parlare di calcio, e turati il naso. Fai la prova, e superala quanto prima.
Come regola generale, non ricercare la situazione perfetta, perchè non la troverai mai.
Tutte le scuse che trovi sono in realtà motivi che cerchi per lasciare perdere. Quindi non indugiare in certi ragionamenti.
Forse quella della lingua può sembrare una scusa, ma avendolo sperimentato, purtroppo fare tedesco all'università non è farlo in un corso dopo lavoro. Anche se in teoria sono per principianti, si va a ritmi molto serrati, ci vuole la base. Col senno di poi, credo che la storia sarebbe potuta andare diversamente se avessi scelto lo spagnolo come seconda lingua, pur partendo da zero poteva aiutarmi la parentela con l'italiano. Ma pure lì, è solo pensare a giochi fatti, senza alcuna garanzia.

E riguardo la teologia, non ci sto a fare ragionamento, non ritorno proprio a farla Anche perché quanto ho fatto ai tempi non era la storia delle religioni, ma perlopiù la visione del cattolicesimo che aveva l'università. Era un ibrido tra catechismo e filosofia. Viceversa, non ho alcun problema con compagni di corso rubentini o chissà altro Uno dei colleghi con cui mi trovavo meglio all'uni era appunto bianconero Davanti ai banchi si è tutti uguali.

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4) Gestisci bene il tuo tempo e non sacrificare mai il lavoro e l'aggiornamento professionale del tuo settore, che sicuramente, nell'immediato, sono più utili di una laurea che prenderai fra qualche anno.
Assolutamente concorde, qui. Se permettessi agli studi di rubare tempo al lavoro si perderebbe il senso di viverli come arricchimento culturale in primis, e finirei a lungo termine per non avere nulla.

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5) Rileggi il punto uno. Fermati un secondo. Guardati allo specchio e sorridi. Hai un lavoro a tempo indeterminato. Siine contento. Molto.
Come già detto al punto 1, sicuramente
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  #4  
Vecchio 11-07-17, 11: 34
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Posso solo esporti la mia personale esperienza, poi tu, come chiunque altro, dovrai fare le tue valutazioni che sono tue e soltanto tue.

Ho iniziato gli studi musicali giovanissimo e ho conseguito il Diploma di Tromba a 19 anni, nella stessa sessione che mi avrebbe portato alla maturità che non ho raggiunto perchè ho lasciato Ragioneria dopo tre anni ( sempre promosso, mai un 6 in pagella ) convinto dal mio Insegnante di Tromba per dedicarmi completamente allo studio della Musica.

Nel 1988 ( anno del mio Diploma ) il titolo da me conseguito era l'ultimo step possibile in ambito musicale e mi consentiva di suonare in qualsiasi Orchestra, partecipare a concorsi e mi dava anche la possibilità di insegnare nella Scuola Pubblica in qualità di Docente di Educazione Musicale.

All'inizio degli anni 2000 è giunta la riforma scolastica che ha fatto sì che il mio Titolo non fosse più sufficiente per insegnare nelle scuole.

Aggiungo che già a metà degli anni '90 mi ero iscritto ad un corso per corrispondenza per prendere la maturità ( quattro milioni buttati nel cesso ) un po' convinto da mio padre e un po' perchè mi ha sempre infastidito il pensiero di non averla conseguita, ma senza risultato.

Dunque tutto ciò per dirti che all'alba dei 35 anni ( 2004 ) mi sono iscritto ad un corso di recupero anni ( 4 ore tre volte a settimana per un anno ) ed ho finalmente preso questa benedetta maturità ( Dirigenti di Comunità 90/100 ).

Questo mi ha consentito di iscrivermi al Biennio Jazz per conseguire ( 2008, 105/110 ) il Diploma Accademico di II livello equipollente ad una Laurea Magistrale.

Ora con questi titoli sto insegnando alle Scuole Medie dal 2016 continuando la mia attività concertistica e didattica in ambito musicale.

Ti ho scritto tutto questo per spiegarti quali sono state le motivazioni che mi hanno portato a rimettermi in gioco nonostante una famiglia con due bambini piccoli, un trasloco e grazie a Dio un lavoro, seppur tutt'altro che sicuro e stabile.

Mi ha sempre pesato non avere il "Diploma" così come inteso comunemente. Mi rodeva infinitamente perdere le possibilità lavorative che pensavo acquisite al termine dei miei studi musicali da ragazzo.

Ho sempre evitato il lavoro nelle Scuole Medie perchè ho sempre preferito suonare e fare musica, ma la vecchiaia ti porta a ragionare in modo differente.

Ti posso dire che è stata dura rimettersi sui libri ma che sono straorgoglioso di aver raggiunto gli obiettivi che mi ero preposto. E' una soddisfazione impagabile, in più mi ha aperto nuove possibilità lavorative.

L'ultima cosa che mi sento di dirti è che se hai in mente un progetto, un obiettivo, non aspettare il momento giusto: non ci sarà mai il momento "perfetto" per fare qualcosa, esiste solo quando tu hai deciso che quel momento è arrivato.

Se vuoi riprendere l'Università fallo adesso, non l'anno prossimo. In un anno può succedere di tutto, non sottovalutare il ruolo di una compagna o di una famiglia. Possono darti forza, ma richiedono energia e soprattutto presenza. Approfitta del momento di non avere legami forti per impegnarti nello studio, non sarà sempre così.

In ogni caso in bocca al lupo per ciò che sceglierai.

Paolo
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  #5  
Vecchio 11-07-17, 17: 44
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A me di diventare uno storico non interessa, conta accrescere la mia cultura personale e potermi fregiare del "pezzo di carta".
estrapolo questa frase, alla fine è il succo del discorso
sembrerà banale ma il mio consiglio è di valutare un corso che ti interessi.
Noto che con l'avanzare dell'età si tendiamo ad interessarci sempre più di materie/campi che magari in gioventù non cagavamo di striscio...
io ad esempio mi iscriverei volentieri a qualche corso di psicologia/sociologia, materie che in giovinezza ho sempre ritenuto inutili ma che ho scoperto poi destare il mio interesse
vabbè, il succo del discorso è trovare un corso interessante che in quanto tale ti prenda "automaticamente", dovendoci spendere meno energie e tempo.
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  #6  
Vecchio 11-07-17, 22: 21
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Grazie paolino e matrizoo per le vostre risposte, e scusate se non ho risposto prima

Inizio dal primo: con le dovute differenze di ambito, ricorda un po' anche il mio pensiero. A spingermi di nuovo verso l'Uni è il voler ottenere sia una soddisfazione personale sia la garanzia di poter avere le spalle totalmente coperte per il futuro. Oggi ho un lavoro indeterminato, l'azienda ha una forte concorrenza ma è solida. Salvo cataclismi, almeno per i prossimi anni ho di che stare sereno. Ma cosa succederebbe se un giorno l'azienda andasse in crisi e decidesse di tagliare (è una multinazionale, non si tratta di un rischio campato in aria)? Oppure se venisse acquisita da un'altra e si creassero ridondanze da falciare? O, nel caso più benevolo, mi seccassi della mansione ricoperta e senza vedere opportunità interne di miglioramento le volessi cercare all'esterno?

Magari rischio di guardarmi in giro e, nonostante tanta esperienza professionale da offrire, finire scartato per il semplice fatto di non avere un titolo universitario. Il che, per carità, non è detto: su LinkedIn già oggi di tanto in tanto mi arrivano proposte da head hunter di settore (se fossero subito espliciti quantomeno sull'azienda per cui agiscono magari avrei pure più interesse ad approfondire, con un lavoro stabile non mi metto a giocare a Cluedo). Un domani potrebbe però non essere più così. È dunque, come ho già scritto, un investimento per il futuro, l'aggiunta di un'altra freccia al mio arco.

Concordo infine sul discorso della famiglia. Ma sono piuttosto certo che nemmeno l'anno prossimo essa sarà una priorità: sono single e anche accadesse la fortuna di fidanzarmi nel corso dei prossimi mesi di acqua sotto i ponti per una famiglia ne passerebbe in ogni caso. Di certo non ci penserei se fossi in procinto di acquistare casa o avere figli. Potrei anche agire adesso, ma farei tutto di fretta e mi scombussolerei i piani ormai già programmati per questi mesi. Preferisco avere tutta la situazione sotto controllo prima di procedere.

Rispondo poi a matrizoo: ho valutato Storia perché è appunto un corso che m'interessa. Ci sono poi dei periodi su cui mi sento più in palla, come quella romana e contemporanea, ma l'interesse generale per l'ambito ce l'ho tutto. Quando ho possibilità di leggere pubblicazioni storiche lo faccio, se ci sono dei documentari li guardo. Sia alle medie che alle superiori ho centrato le mie tesine su periodi storici. La Storia ricadrebbe proprio nell'automatismo che hai giustamente citato.
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Vecchio 12-07-17, 21: 37
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Sarò breve e brutale perché scrivo dal telefono... Secondo me avere il "pezzo di carta" in storia e non averlo sono sostanzialmente la stessa cosa, il pezzo di carta in storia non ha alcuna utilità, se è per cultura personale tanto vale studiare per conto tuo a casa
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  #8  
Vecchio 12-07-17, 22: 00
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Sarò breve e brutale perché scrivo dal telefono... Secondo me avere il "pezzo di carta" in storia e non averlo sono sostanzialmente la stessa cosa, il pezzo di carta in storia non ha alcuna utilità, se è per cultura personale tanto vale studiare per conto tuo a casa
Sarò sincero, me l'attendevo un tuo consiglio brutale, di cui ti ringrazio Ci vogliono sia i pareri favorevoli sia quelli contrari per una buona valutazione.

Andando nel commento in sé, è vero, la laurea in Storia non è minimamente affine a quanto sto facendo come impiego. Se proprio dovessimo guardare, sarebbe Ingegneria Meccanica oppure Elettronica. Tuttavia, salvo che non si tratti di mansioni molto importanti, in generale non viene richiesta una specializzazione. Al più dicono che potrebbe essere preferita, ma nel mio ambito professionale finché non si va nel progettuale vale praticamente tutto. Io sono un venditore e col solo diploma di liceo (che in teoria tanti dicono che senza andare in uni varrebbe come il due di coppe a briscola ), e non sono l'unico semplice diplomato. Per questo penso che una sua utilità potrebbe comunque averla, il pezzo di carta, per quanto all'atto pratico non ne usufruirei nel quotidiano e servirebbe "solo" per il curriculum. Però, ripeto, è giusto mettere sul tavolo sia i pro sia i contro della questione per fare la scelta migliore.
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